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QUANDO LE PAROLE NON FUNZIONANO

Le persone impiegano gran parte del loro tempo parlando. Le parole sono il più usato strumento di comunicazione. Ma non sempre le parole sono sufficienti a raggiungere uno scopo. A volte possono causare addirittura l’effetto opposto di ciò che si vuole: senza che ce ne sia l’intenzione, le parole possono essere fraintese, generare competizione, inibire o addirittura insultare. Le parole portano dei rischi, se non valutate con cura, perché non si conosce esattamente quale significato possono avere per la persona che le ascolta, che le filtra e interpreta secondo la propria soggettiva mappa mentale. Spesso gli accordi saltano a causa di qualcosa che si è detto.
Cosa fare per prevenire queste spiacevoli situazioni? Cercare di prestare sempre la massima attenzione a quello che si dice e a come lo si dice. Concentrarsi sull’interlocutore per cercare di capirlo e trovare il modo migliore per entrare in sintonia con lui e scegliere i termini più appropriati con cui comunicare.
E quando il fraintendimento non si riesce a prevenire? Prima di tutto, niente panico. Se ci si accorge di aver detto qualcosa di sbagliato, la prima regola è quella di non arrampicarsi sugli specchi rischiando di impantanarsi nella ricerca di motivazioni inutili. Meglio fare una battuta autoironica e cambiare discorso, oppure tacere e spostarsi fisicamente. Infatti le persone ascoltano le parole in un contesto, e quando ci si trova in difficoltà col linguaggio verbale, si può agire cambiando il contesto in cui ci si trova. Muoversi in un altro punto della stanza, spostare il computer o prendere un documento, sono tutte azioni che simboleggiano uno stacco da quello che è successo in precedenza.
Comunque, qualunque cosa stiate dicendo o facendo, la regola di base è questa: se qualcosa non sta funzionando, fate qualcosa di diverso. Non accanitevi disperdendo energie in comportamenti inefficaci, ma cambiate, e cambiate ancora, fino a quando trovate la formula giusta.

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